L’ape Lia non vive in un alveare. Certo, questo è un po’ strano, ma ora vi racconto perché.

 

Era un tiepido giorno di primavera e l’ape Lia stava facendo colazione su una succosa margherita di campo. L’ape Lia adora i fiori di campo, dice che il loro polline è più buono di quello dei fiori da giardino. Ma, all’improvviso, un terremoto! Il fiore cominciò a tremare e lei non riuscì neppure a spiccare il volo per la paura. Poi si sentì sollevare insieme alla margherita.


Allora, si voltò e vide un mostro gigantesco che arrivava verso di lei.

 Non ci pensò su due volte, estrasse il pungiglione e si avventò contro il terribile mostro. Ma, appena messo a segno il colpo, dal mostro uscì un urlo da sirena dei pompieri che la stordì: “AHH!Mammaaaaaaa!”

 

L’ape Lia non avrebbe mai immaginato che un mostro potesse avere tanto fiato in gola. Poi, lo guardò bene: non era nemmeno tanto grande, aveva due occhietti azzurri e buoni, tutto sommato, e due gambe veloci come il vento che si stavano dirigendo verso una casetta lì vicino. L’ape Lia, incuriosita, lo seguì.

 

 

La porta della casa si aprì prima che lui arrivasse ed uscì una donna che corse preoccupata ad abbracciarlo, mentre il mostro gridava:

“Ti stavo raccogliendo dei bei fiori mammina, e una brutta ape mi ha punto!”

“Gasp!” disse l’ape Lia “E chi sarebbe quella brutta ape? Io, forse?”

Poi iniziò a guardare intenerita la scena della mamma che accarezzava il piccolo sulla fronte e lo accompagnava in casa. “Non ti preoccupare, ora ci pensa la mamma! Come si è permessa quella brutta ape!”

L’ape Lia ci rimase molto male. Prima cosa nessuno le aveva mai detto che era brutta e poi quel bimbo, così triste per colpa sua! Forse avrebbe dovuto riflettere di più prima di pungerlo, avrebbe capito che non voleva certo farle del male!

 

Si avvicinò alla finestra con l’idea di chiedergli scusa, ma la finestra era chiusa e Lia restò ad osservare dal vetro mentre la mamma lo medicava. Il suo cuoricino giallo era davvero a pezzi: “Non piangere più!” urlava, nella speranza che il piccolo potesse sentirla, “Vedrai che adesso ti passa, il mio pungiglione non è poi così appuntito!”

Poi, finalmente, vide il bambino sorridere verso la mamma e si sentì subito meglio. Non le sembrava più un mostro, era così carino con quei dentini bianchi sparsi qua e là per la bocca!

 

E’ stato proprio quel giorno che l’ape Lia ha deciso di lasciare l’alveare per andare a vivere sotto il davanzale della finestra di una scuola. Si è costruita una minuscola casetta ed ogni mattina, quando arrivano i bambini, si prepara ad accoglierli da dietro il vetro per vedere i loro sorrisi. E quando li vede tristi, o piangenti, si mette ad urlare “Non piangete! Sono così belli i vostri sorrisi!”