Percorso


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CRESCERE O NON CRESCERE: QUESTO È IL PROBLEMA

(da QUELLA STREGA DI MIA NONNA cap. 1)

Pioggia, e ancora pioggia. Sono tre giorni che piove e io mi sto annoiando ! Sarà colpa del “grigiore felino” che mi sta piombando addosso, proprio come succede a Grey, il mio gatto, quando è così annoiato che si appiattisce a terra da sembrare un tappeto e non lo si riesce a smuovere nemmeno sventolandogli davanti le scatolette di cibo delle sua marca preferita.  Noi lo prendiamo in giro, e gli diciamo che è ammalato di “grigior felino”. Lui sembra che capisca perché alza lo sguardo e ci fissa come per dirci : “Non è carino trattarmi così !” Anch’io direi la stessa cosa se qualcuno oggi mi prendesse in giro. Son già così a terra che mi sento un tappeto pure io. Grigio, per giunta, come Grey                                                                                                               

La mamma dice che non è tutta colpa della pioggia. È che sto crescendo, e prima o poi, era inevitabile che accadesse. 

Ho paura di addormentarmi un giorno di questi e di svegliarmi diversa. Non so, per esempio con le gambe un po’ più lunghe ed un numero di scarpe in più. E io non so se mi sento già pronta per portare scarpe più grandi. Mi piace il numero 35 e vorrei tenerlo ancora per un po’...

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Domani andrò dalla nonna e le racconterò cosa mi sta succedendo. So che lei ha sempre tutta la pazienza per ascoltarmi, e a volte anche un po’ di più!

 

SPECCHIO SPECCHIO DELLE MIE…SCARPE  

(da QUELLA STREGA DI MIA NONNA cap. 4)

Nonna Ave mi indica uno specchio a grandezza umana appoggiato contro il muro.

“Perché l’incantesimo funzioni, devi metterti lì davanti.”

Mi porta di fronte allo specchio. Vedo l’immagine di una ragazza molto più alta di me, con gli occhi del mio stesso colore (verde acqua tendente all’azzurro cielo d’autunno, con pagliuzze dorate) eppure non sono io. Lei ha i capelli più corti dei miei e indossa dei vestiti un po’ buffi. Dietro vedo mia nonna riflessa, quella sì è proprio lei.

“Perché la mia immagine non si riflette nello specchio? E quella ragazza chi è?” chiedo curiosa.

“Guardala bene! Guarda gli occhi, le mani, la fossetta sul mento…”

Nel dirmi la fossetta sul mento, la risposta è automatica: “Ma quella sono io, molto diversa però!”

“Certo che sei diversa! Sei cresciuta!”

“Ma che razza di incantesimo mi hai fatto allora? Non dovevi fare esattamente il contrario?”

“Non sei cresciuta nella realtà, ma solo nello specchio! In questo specchio vedi le persone come saranno fra dieci anni.”

Tocco i miei capelli, per verificare: sono lunghi e arruffati, come cinque minuti fa. Tutto a posto. Controllo il numero di scarpe, scritto sulla suola: 35. Perfetto!

                                  

 

“Ma che razza di magia è questa? Come è possibile che uno specchio riesca a riflettere oltre il tempo?”

“Ma cara, è un principio elementare! Ogni strega possiede almeno uno specchio di questo tipo: il vetro è composto da un materiale che ha la capacità di catalizzare il tempo, lo immette sulla frequenza d’onda del pianeta Cronos, il quale, essendo dotato di sensori temporali molto sofisticati, elabora le informazioni e le ritrasmette immediatamente alla superficie riflettente!”

“Ora ripeti dopo di me, fissando la tua immagine allo specchio spazio-temporale: “Così sono, così sarò, ma solo quando lo vorrò!”

Mi sento molto buffa, ma ripeto: “Così sono, così sarò, ma solo quando lo vorrò!”

“Ora chiudi gli occhi!” mi ordina la nonna. Eseguo, tutto è così assurdo che non voglio neppure più chiedermi il perché.

Apro gli occhi.

Dice: “Guarda!” ed indica lo specchio spazio-temporale.

L’immagine della ragazza con il quaranta di scarpe non c’è più. Ci sono solo io, col mio bel trentacinque, al massimo trentacinque e mezzo.

“Vuol dire che ha funzionato?” chiedo trepidante. “Avevi dei dubbi?” La nonna sembra un po’ risentita. . Non è che io avessi dei dubbi, il fatto è che sfiderei chiunque a starsene tranquillo e impassibile dopo aver scoperto tutte queste cose sulla propria adorabile e pacifica nonnina!